lo strano caso dell’art. 155 cpc

I termini processuali si sa sono un incubo per gli avvocati perché perderne uno ( si intende depositare dopo il termine ndr) può portare a conseguenze notevoli anche di responsabilità professionale. un po’ come  andare a vedere una partita il giorno dopo. ci siamo capiti.

oggi un collega solleva una eccezione come al solito forbita e piena di cassazioni (mai citate ma semplicemente evocate con lo stereotipo ” la cassazione dice chiaramente che ho ragione” per capirci) secondo cui il calendario della consolle avvocato (lo strumento telematico che aggiorna gli avvocati sullo stato della causa ndr) e noi avremmo “toppato” depositando tardivamente.

si perché quando il giudice assegna i termini per le memorie non partendo dall’udienza ma posticipandoli si conterebbe anche il giorno fissato, disapplicando la regola generale..

per chi volesse approfondire il tema può trovare qui un illuminante contributo.

Ora va tutto bene peccato che spesso quando guardi la luna e punti il dito, se ti concentri sul dito perdi la visone della luna.

insomma se calcolando i termini con questo sistema ( ammesso e non concesso che si applichi, visto che l’articolo citato sopra dice il contrario) i termini scadevano di sabato,  la scadenza per legge passa al lunedì dopo.

quindi salvi tutti i depositi!

caro collega, l’eccezione facciamola pure ma non dimentichiamoci anche delle cose semplici.

spesso vorremo che i giudici facessero meno appigli ai cavilli e fossero più pratici.. beh iniziamo noi avvocati per primi ad essere pratici.

lasciamoci con un grande brocardo di una collega  ” se hai ragione difenditi in diritto, se hai torto difenditi in procedura” .

caro collega continua pure a cercare cavilli, la giustizia, seppur lenta, farà il suo corso.

 

Lascia un commento